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Laurenzana: volantini anonimi contro sindaco e amministrazione. Giuseppe Trivigno denuncia e contrattacca: «C'è chi avendo “perso qualcosa” semina insinuazioni e calunnie». Solidarietà dal gruppo di minoranza

10-04-2026 13:13 - notizie 2026

- Articolo di Donato Pavese -

"IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA - L'ALTRAVOCE"


LAURENZANA - A Laurenzana il clima politico si accende dopo la diffusione, nei giorni scorsi, di volantini anonimi contenenti accuse e attacchi personali nei confronti del sindaco Giuseppe Trivigno e della sua amministrazione. Il primo cittadino ha deciso di reagire con fermezza, annunciando la presentazione di una denuncia all’autorità giudiziaria per fare luce sull’accaduto e tutelare l’operato dell’ente. Il sindaco Trivigno definisce i messaggi «vigliacchi» e «pieni di falsità», sottolineando come le accuse siano facilmente smentibili attraverso documenti e fatti concreti. Una presa di posizione netta, volta non solo a difendere la reputazione personale ed istituzionale, ma anche a ribadire la distanza dell’amministrazione comunale da qualsiasi forma di malaffare o interesse privato, «concetti - ha sottolineato Trivigno - lontani da noi anni luce». Secondo il sindaco, chi si cela dietro l’anonimato, «in maniera codarda, pensa di poter fermare il percorso di crescita della nostra comunità». «Mentre qualcuno perde tempo ad alimentare odio, rancore e bugie - ha aggiunto Giuseppe Trivigno - noi continuiamo a costruire, rispondendo con il lavoro, con i fatti, con progetti concreti per Laurenzana». «In meno di due anni sono stati intercettati finanziamenti per importi significativi, segno - ha evidenziato ancora Trivigno - di un lavoro costante e concreto». Tra le iniziative più recenti, spiccano due provvedimenti ritenuti di fondamentale importanza per la comunità. Il primo riguarda un progetto di efficientamento energetico dell’illuminazione cimiteriale, che prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici e che porterà all’abbattimento del canone delle lampade votive per i cittadini. Il secondo intervento interessa la revisione della toponomastica cittadina, un progetto che, dopo anni di attese e promesse elettorali, «vedrà la luce già nei prossimi mesi». Il sindaco di Laurenzana non ha risparmiato, poi, critiche a chi, a suo dire, alimenta tensioni e diffonde insinuazioni. «Pur essendoci chi, avendo “perso qualcosa” o rivendicando cose che non gli spettano prova a seminare insinuazioni e calunnie, questa amministrazione comunale mantiene la schiena dritta e, di certo, non si lascia intimidire da teatranti, che vivono solamente di invidia e livore, senza aver mai fornito alcun contributo alla comunità». «La nostra squadra - ha rimarcato Giuseppe Trivigno - è formata da persone oneste che, in silenzio e con umiltà, lavora ogni giorno per non lasciare indietro nessuno e per consegnare a Laurenzana nuove opportunità, nuove opere, nuovi servizi». Il messaggio conclusivo è chiaro: «saranno i risultati a parlare». L’obiettivo dichiarato resta quello di rendere i cittadini di Laurenzana sempre più orgogliosi del proprio paese, in un percorso che, assicura il sindaco Trivigno, è «solo all’inizio». Solidarietà all’amministrazione comunale è stata espressa dal gruppo consiliare di minoranza "Avanti per Laurenzana". «In qualità di capogruppo di minoranza - ha scritto Marco Imundo - a nome mio e degli altri membri del gruppo, esprimiamo la nostra solidarietà a chi è stato vittima di attacchi. Senza entrare nel merito delle questioni, che possono essere vere o false, riteniamo fermamente che chiunque voglia esprimere la propria opinione debba farlo mettendoci la faccia, sempre nel rispetto dei ruoli e delle persone. Proprio per questo, non condividiamo l’anonimato». «Pur avendo un’idea politica nettamente diversa dall’attuale maggioranza - ha concluso Imundo - sentiamo il dovere di esprimere vicinanza a chi ha subìto questi attacchi. Anche perché comprendiamo bene cosa significhi: in passato siamo stati anche noi oggetto di attacchi totalmente falsi, frutto di fantasie costruite ad arte solo per seminare zizzania. E, pur non avendo ricevuto la stessa solidarietà quando è accaduto a noi, riteniamo sia giusto oggi esprimerla comunque, per senso di responsabilità e rispetto istituzionale». (Donato Pavese)