Quando Laurenzana era terra di briganti: una notte per rivivere la straordinaria parabola di Taccone
29-09-2026 18:22 -
- Articolo di Donato Pavese -
"IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA - L'ALTRAVOCE"
LAURENZANA - Laurenzana si prepara a tornare indietro nel tempo di oltre due secoli. Sabato prossimo, 3 ottobre, il centro storico sarà, ancora una volta, il palcoscenico della rievocazione del “brigante Taccone, re di Calabria e Basilicata”, ideata, organizzata e promossa dalla locale Pro loco “Universitas Laurentianae”, giunta quest’anno alla sua decima edizione. Protagonista della manifestazione sarà Domenico Rizzo, detto Taccone, personaggio originario di Laurenzana, entrato nella memoria popolare per la sua vita avventurosa e per il ruolo avuto nelle vicende del brigantaggio meridionale durante il decennio francese, tra il 1806 ed il 1815. La sua storia si intreccia con gli anni turbolenti in cui il nuovo ordine napoleonico si impose nel Mezzogiorno. Taccone partecipò ai moti antinapoleonici del 1806 e si costituì a San Severino Lucano, ottenendo l’amnistia. Tornato a Laurenzana, iniziò a lavorare come mugnaio alle dipendenze di Domenico Asselta, un ricco galantuomo vicino alla causa borbonica. Secondo la ricostruzione alla base della rievocazione, proprio l’influenza di Asselta lo avrebbe spinto a riprendere la lotta contro i francesi e contro i notabili locali loro sostenitori. Taccone arrivò a guidare una banda di oltre trecento uomini, muovendosi tra Basilicata e Calabria. Tra gli episodi più drammatici legati alla sua vicenda viene ricordato l’assalto al castello di Abriola del 1809, durante il quale fu sterminata la famiglia dei baroni Federici. Sopravvisse Carlo, figlio del barone, allora appena bambino. Le autorità francesi misero una taglia sulla testa del brigante ed affidarono al generale Charles Antoine Manhès il compito di fermarne le scorribande. Ma il 1809 fu anche l’anno di una tragedia che segnò profondamente Laurenzana. Il 19 agosto venne ucciso don Domenico Dell’Orco, arciprete di Laurenzana. Il sacerdote si era impegnato nella difesa dei diritti della popolazione più povera e, proprio per il suo ruolo e per le tensioni sociali e politiche dell’epoca, divenne bersaglio di un commando di briganti. La sua morte rappresenta un altro tassello di quel clima di violenza e contrapposizione, che caratterizzò il Mezzogiorno nei primi anni dell’Ottocento. La parabola di Taccone si concluse l’anno successivo. Catturato, fu condannato a morte ed impiccato il 6 settembre 1810. Intorno alla sua figura si è sviluppato nel tempo un racconto sospeso tra documenti storici, memoria popolare e leggenda, che ancora oggi ne fa uno dei personaggi più noti del brigantaggio lucano. La rievocazione storica prenderà il via alle ore 19, nei pressi della Chiesa Madre, con la prima scena. Alle 19.30 il racconto proseguirà sotto la rupe del castello, mentre alle 20 sarà lo stesso antico maniero feudale a diventare protagonista, con le scene ambientate all’interno e negli spazi antistanti al castello. Le rappresentazioni saranno accompagnate dalla musica degli “Ambasciatori Lucani” e si svilupperanno attraverso un percorso itinerante fatto di personaggi, costumi d’epoca ed ambientazioni storiche. Gli spettatori saranno, così, accompagnati lungo le strade del centro antico, trasformato per una sera in un vero teatro a cielo aperto. Alle 20.30 spazio alla gastronomia con gli stand dedicati ai sapori ed ai prodotti della tradizione locale, mentre il gran finale è previsto alle 22, con il concerto dei “Tarantolati di Tricarico”, storica formazione della musica popolare lucana. La rievocazione storica è rappresentata magistralmente da Salvatore Fanelli (nei panni del brigante Taccone) e da tanti figuranti laurenzanesi, ed è un appuntamento consolidato per la comunità e per quanti vogliono conoscere o riscoprire la storia del territorio. La manifestazione è stata inserita nel 2021 nell’elenco ufficiale delle “Rievocazioni storiche italiane” del Ministero della Cultura e, nel 2022, è stata selezionata dall’Istituto centrale per il patrimonio immateriale (Icpi) tra 25 rievocazioni storiche ritenute meritevoli, risultando l’unica manifestazione lucana selezionata. Nel 2024 è arrivato, inoltre, il “Marchio di qualità” dell’ente Pro loco italiane, consegnato a Roma presso il Senato della Repubblica. (Donato Pavese)