"AstroMia" tra i migliori progetti d'Italia: il Ministero dell'università e della ricerca premia il Planetario di Anzi. Oltre 50 eventi per un festival d'eccellenza della divulgazione astronomica
04-08-2026 18:28 -
ANZI - "AstroMia", il primo festival italiano della divulgazione astronomica, si è classificato tra i quattro migliori progetti a livello nazionale, finanziati dal Ministero dell'università e della ricerca (Mur), nell'ambito del bando per la "Diffusione della cultura scientifica".
Un risultato prestigioso che accompagna l'avvio della seconda edizione del festival, inaugurata lo scorso 14 giugno e promossa dal Planetario osservatorio astronomico di Anzi e dalla società cooperativa "Einca Service".
Dopo il grande successo della prima edizione, "AstroMia" propone un programma di oltre cinquanta eventi distribuiti nell'arco di otto mesi, tra incontri, laboratori, mostre, osservazioni astronomiche, installazioni immersive ed esperienze digitali. Cuore della manifestazione è il Planetario osservatorio astronomico di Basilicata, con sede ad Anzi, importante centro tra i più importanti d'Italia sulla divulgazione astronomica.
"AstroMia" nasce con un'idea precisa: trasformare la divulgazione astronomica in un'esperienza accessibile. Già nel nome si riscontra la mission del festival: l'accostamento delle parole “astro” (che richiama il tema dell'astronomia) e “mia” (che richiama l'appropriazione per tutti della disciplina senza essere specialisti o esperti), rende chiaro l'obiettivo principale del festival che è quello diffondere le conoscenze scientifiche presso il grande pubblico, elaborare un nuovo linguaggio dell'astronomia per renderla più accessibile, inclusiva ed adatta a diversi target di utenza.
Un percorso che intreccia ricerca scientifica, arte, tecnologie immersive, formazione e partecipazione, coinvolgendo un pubblico di ogni età. È un laboratorio di innovazione culturale che mette in dialogo scienza e territorio, proponendo un modello capace di coinvolgere bambini, famiglie, studenti, appassionati e curiosi.
Tra le esperienze innovative spicca il "Percorso dei pianeti in realtà aumentata", il viaggio continua con "3D Sky", un'esperienza immersiva in realtà virtuale che conduce il pubblico tra pianeti, galassie e costellazioni, mentre "Sky Touch" propone un percorso multisensoriale che rende l'astronomia accessibile anche alle persone con disabilità visiva, dimostrando come l'innovazione possa diventare uno straordinario strumento di inclusione.
Si realizzeranno oltre 50 eventi nel corso degli otto mesi, tra questi si segnalano: - Star words: workshop con alcuni tra i più autorevoli comunicatori della scienza ed esperti di comunicazione digitale; - Chiedi all'esperto: rubrica che offre al pubblico un dialogo diretto con astronomi e ricercatori, dal vivo e sul web; - Space art: mostra che racconta la storia delle missioni spaziali attraverso arte e fotografia; - AstroMia kids: laboratori ludici e interattivi per accompagnare bambini e famiglie alla scoperta del cielo; - Observe the sky: serate osservative per guardare il cielo attraverso i telescopi del Planetario; - Da un capo all'altro - nuovo atlante mobile di abitografia umana: mostra immersiva dove abiti di recupero con ricami fatti a mano, digitalizzati in realtà aumentata, raccontano le biografie di grandi viaggiatori (come Caboto) intersecandole con mitologie e costellazioni; - ArcheoAstroMia e AstroBook: percorsi dedicati al rapporto tra le antiche civiltà e il cielo, e uno spazio curato sulla letteratura di divulgazione scientifica.
Uno degli elementi che distingue "AstroMia" nel panorama nazionale è l'attenzione all'accessibilità. Molte delle esperienze proposte sono progettate per essere fruibili anche da persone con disabilità sensoriali, confermando la volontà degli organizzatori di costruire una divulgazione scientifica realmente inclusiva, capace di abbattere le barriere attraverso linguaggi innovativi.
«Il riconoscimento ottenuto dal Ministero dell'università e della ricerca rappresenta un motivo di grande orgoglio e conferma la qualità del lavoro svolto in questi anni», dichiara Mariano Marcogiuseppe, presidente di Einca Service. «Essere tra i primi quattro progetti italiani dimostra che anche dai piccoli territori possono nascere esperienze di eccellenza nazionale. Con "AstroMia" vogliamo parlare a tutti, trasformando astronomia, tecnologia ed innovazione in strumenti di conoscenza, partecipazione ed inclusione. Il nostro obiettivo è fare di Anzi e della Basilicata un punto di riferimento per la divulgazione scientifica, mettendo il cielo al centro di un percorso culturale e di sviluppo aperto a cittadini, scuole, famiglie e nuove generazioni, perché osservare il cielo significa imparare a immaginare il futuro».
Con il riconoscimento del Mur e un programma che guarda al futuro, "AstroMia" conferma la propria ambizione: fare della Basilicata un luogo in cui la cultura scientifica diventa esperienza, partecipazione ed opportunità di crescita per il territorio.