Laurenzana, dalla parrocchia: verso la Festa Patronale della Beata Vergine del Carmelo; messe all'aperto, novena, litanie, compieta, momento conviviale; gli orari delle sante messe della settimana (13-19 luglio); il commento alla 15ª settimana del Tempo Ordinario: I semi di Dio
13-07-2026 13:51 -
LAURENZANA - Dalla parrocchia: verso la Festa Patronale della Beata Vergine del Carmelo; messe all'aperto, novena, litanie, compieta, momento conviviale; gli orari delle sante messe della settimana (13-19 luglio); il commento alla 15ª settimana del Tempo Ordinario: I semi di Dio.
- Parrocchia "Assunzione di Maria Vergine" Laurenzana -
LUNEDÌ 13 LUGLIO Ore 18.30 santo rosario, litanie cantate, novena alla Madonna, a seguire santa messa davanti al Santuario del Carmine Ore 21 adorazione eucaristica Ore 22 compieta e buona notte a Maria
MARTEDÌ 14 LUGLIO Ore 20.30 santo rosario, litanie cantate, novena alla Madonna, a seguire santa messa davanti al Santuario del Carmine. Al termine momento conviviale (con offerta libera) Ore 22.30 Compieta e buona notte a Maria
MERCOLEDÌ 15 LUGLIO Ore 18.30 santo rosario, litanie cantate e conclusione novena alla Madonna, a seguire santa messa davanti al Santuario del Carmine
GIOVEDÌ 16 LUGLIO Solennità della Beata Vergine del Carmelo Ore 6.30 santa messa Ore 8.30 santa messa Ore 11 santa messa Ore 18 santa messa, a seguire processione
VENERDÌ 17 LUGLIO Ore 18 santa messa nella Chiesa del Carmine
SABATO 18 LUGLIO Ore 18 santa messa nella Chiesa del Carmine
DOMENICA 19 LUGLIO 16ª domenica del Tempo Ordinario Ore 11 santa messa in Chiesa Madre Ore 18 santa messa nella Chiesa del Carmine
Il commento alla 15ª settimana del Tempo Ordinario (12-18 luglio 2026)
I semi di Dio
Le metafore della Parola di Dio presentata quest’oggi dalla liturgia sono legate al mondo agreste d’altri tempi, quando il benessere o la sopravvivenza erano legati al raccolto.
Nessun dubbio che fosse un dono dall’alto, perché senza pioggia o neve la terra non sarebbe stata irrigata, senza sole i semi germogliati non avrebbero prodotto frutti.
Al contadino toccava un lavoro lungo e paziente: la preparazione del terreno, la selezione dei semi, la cura delle piante, il raccolto e la conservazione dei prodotti... Tante variabili mettevano a rischio tutto il processo: dai capricci della natura agli errori umani, del proprietario, del fattore o degli estranei che attentavano per motivi diversi alla vita del campo.
Nelle letture di oggi il seminatore è Dio e i semi sono le sue parole, i suoi doni, la sua creazione. Tutto è a servizio dell’uomo, ma non sempre realizza le sue ottime potenzialità.
Nonostante sia seminato con abbondanza e generosità, incontra terreni duri e refrattari, per la pigrizia di chi li coltiva; oppure è soffocato dal male, quando le radici sono deboli; o ancora incontra la vita di un risultato che invece necessita dei suoi tempi. Dobbiamo essere certi che, come indica il profeta Isaia, i doni del Signore sono sempre efficaci e le sue promesse mantenute. A noi tocca farci terreno buono perché i frutti siano abbondanti, e il mondo quel pezzo di cielo che ha in mente Lui.
SONO TUOI I FRUTTI MIEI
Vorrei moltiplicare i miei frutti, o Dio.
Delle opere buone che tu vuoi
vorrei accumulare del gruzzolo,
magari ammirato dalla gente
e premiato con qualche medaglia, o un Oscar alla carità.
Vorrei convincere chi non è ancora nella tua squadra,
portarlo alla verità per il bene di tutti.
Vorrei, se non pensi stia osando troppo,
puntare a raggiungere la santità,
perché per questo mi hai fatto cristiano sulla terra.
Vorrei, insomma, che il mio terreno
non producesse il trenta o il sessanta, ma il cento.