Laurenzana, dalla parrocchia: benedizione nuovi loculi e santa messa al cimitero; festa Sant'Antonio con processione; gli orari delle sante messe della settimana (8-14 giugno); il commento alla 10ª settimana del Tempo Ordinario: Il pane del cammino

10-06-2026 18:31 -

LAURENZANA - Dalla parrocchia: benedizione nuovi loculi e santa messa al cimitero; festa Sant'Antonio con processione; gli orari delle sante messe della settimana (8-14 giugno); il commento alla 10ª settimana del Tempo Ordinario: Il pane del cammino.

- Parrocchia "Assunzione di Maria Vergine" Laurenzana -

LUNEDÌ 8 GIUGNO
Ore 18 santa messa in Chiesa Madre e tredicina a Sant'Antonio

MARTEDÌ 9 GIUGNO
Ore 18 santa messa in Chiesa Madre e tredicina a Sant'Antonio

MERCOLEDÌ 10 GIUGNO
Ore 18 santa messa in Chiesa Madre e tredicina a Sant'Antonio

GIOVEDÌ 11 GIUGNO
Ore 18 santa messa in Chiesa Madre e tredicina a Sant'Antonio

VENERDÌ 12 GIUGNO
Ore 18 santa messa in Chiesa Madre e conclusione tredicina a Sant'Antonio

SABATO 13 GIUGNO
Festa in onore di Sant'Antonio da Padova
Ore 18 santa messa in Chiesa Madre e processione con la statua Sant'Antonio

DOMENICA 14 GIUGNO
11ª domenica del Tempo Ordinario
Ore 11 santa messa al cimitero e benedizione dei nuovi loculi
Ore 18 santa messa nella Chiesa del Carmine


10ª settimana del Tempo Ordinario (7-13 giugno 2026)

Il pane del cammino

La festa del Corpus Domini, il Corpo e il Sangue del nostro Signore Gesù Cristo, è un’espressione di adorazione e riconoscenza per la presenza reale del Figlio di Dio nei segni eucaristici. Egli è spesso portato tra le case in processione, percorre strade che fioriscono di petali e di drappi, osannato con inni, canti e preghiere.

È bellissima questa devozione popolare, ma la vicinanza del Signore non deve farci scordare il senso delle parole del profeta Osea, ripetute più volte da Gesù: «Misericordia io voglio, non sacrifici». Sacralizzare qualcosa, come dice la parola, significa anche tenerla lontana, separata. Viceversa, Gesù ha voluto incontrare gli esseri umani, muovendosi per primo. E, non pago, ha voluto dare tutto di sé a loro, come cibo per la loro salvezza: tempo, energie, risorse materiali e spirituali.

Ecco che l’onore più grande che possiamo fare a Cristo è quello di imparare da lui a diventare cibo e bevanda per gli uomini affamati e assetati. Offriremo i nostri valori economici, mentali o morali; offriremo le nostre emozioni e i nostri gesti concreti. Questa radicalità può farci paura, perché temiamo di perdere qualcosa di nostro. Gesù però ci ha insegnato che solo ciò che è donato è nostro per sempre. Ciò che è trattenuto può essere una sicurezza ma non è una garanzia di felicità. La comunione con il suo Corpo ci chiede di diventare anche noi un po’ come lui.


IL DONO DEL PANE

Adoro il tuo Pane, o Signore.

Vedo in Lui la tua storia,

il tuo amore offerto all’umanità,

la tua fedeltà ai comandi di Dio,

la tua forza che vince ogni male del mondo.

Sento in Lui il buon sapore della fede,

la speranza che ha nutrito il passato

che sostiene il presente e che invade il futuro,

la fantasia che crea mille modi

per rendere concreta la spinta della carità.

Amo in Lui la sua disponibilità,

la sua fedeltà e la sua misericordia,

la morbidezza che va ben oltre il palato,

la dolcezza che trascende il gusto

e profuma di cielo.

Chiedo a Lui l’energia necessaria

per compiere il mio cammino,

per realizzare il lavoro

per cui sono al mondo,

per amare chi mi è affidato

con l’intensità e la bontà

che tu, o Dio,

ti aspetti da me.