Calvello, Eni chiede il via libera per riattivare il pozzo "Cerro Falcone 1". Presentata un’istanza alla Regione Basilicata

25-04-2026 13:32 -


- Articolo di Donato Pavese -

"IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA - L'ALTRAVOCE"


CALVELLO - Un nuovo intervento potrebbe concretizzarsi nell’area estrattiva della Val d’Agri. L’Eni ha presentato all’ufficio foreste e tutela del territorio della Regione Basilicata un’istanza per ottenere il nulla osta al vincolo idrogeologico, necessario ad avviare interventi di manutenzione straordinaria, «funzionali al riallestimento a produzione - si legge nel documento dell’Eni datato 5 marzo - del pozzo “Cerro Falcone 1”, situato nel territorio di Calvello, in località “Bosco Autiero”», nell’ambito della concessione “Val d’Agri”. Nel documento la multinazionale del "cane a sei zampe" spiega che il pozzo «non è più in erogazione» e che intende effettuare un intervento «mirato a riavviarne la produzione», attraverso «l'inserimento di un sistema di due pompe di fondo di tipo “esp” (pompe sommerse elettriche)», una tecnologia avanzata utilizzata nell’industria petrolifera per incrementare la risalita degli idrocarburi dai giacimenti. Questo tipo di impianto consente di migliorare le prestazioni produttive. Per consentire l’intervento «sarà prima necessario effettuare dei lavori di adeguamento dell'area pozzo - si legge nell’istanza presentata dall’Eni - funzionali a consentire l'ingresso ed il montaggio dell'impianto di perforazione». Il progetto prevede una serie articolata di lavori. Tra questi figurano: la rimozione temporanea di alcune strutture esistenti; la realizzazione di nuove basi in calcestruzzo armato per il posizionamento degli impianti; la creazione di aree pavimentate destinate alle operazioni logistiche; l’installazione di sistemi di raccolta e gestione delle acque meteoriche. Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza ed alla stabilità del sito. È, infatti, prevista la costruzione di una gabbionata per il contenimento della scarpata, oltre alla posa di fondazioni per un cabinato tecnico, che ospiterà i sistemi di controllo delle pompe. Completano il quadro la realizzazione di vasche ed infrastrutture di supporto, indispensabili per la gestione operativa del pozzo. Secondo quanto riportato nel documento dell’Eni, «gli interventi previsti non modificheranno l'assetto del territorio e non implicheranno ulteriore occupazione di suolo, dovendosi svolgere all'interno di un’area recintata già occupata» dalla multinazionale del "cane a sei zampe", aggiungendo che «le opere da realizzare non avranno alcun impatto sull'assetto idrogeologico e geomorfologico. La realizzazione della gabbionata di contenimento preverrà eventuali fenomeni di instabilità della relativa scarpata. I lavori, inoltre, non avranno alcun impatto né sul manto floristico e vegetazionale, né sulla sua conservazione». L’intervento comporterà una movimentazione di oltre 12 mila metri cubi di terreno ed i materiali di scavo, si legge ancora nell’istanza presentata dall’Eni alla Regione Basilicata, «saranno conferiti a discarica autorizzata», mentre le acque verranno «regimentate, stoccate e smaltite presso impianti autorizzati». La durata stimata è di 45 giorni per i lavori preliminari e di circa 165 giorni per le attività sul pozzo. (Donato Pavese)