L’Accademia Ducale rende omaggio alla duchessa di Laurenzana, a 300 anni dalla scomparsa. Aurora Sanseverino fu protagonista della vita culturale del Regno di Napoli tra Seicento e Settecento

06-04-2026 12:42 -


- Notizia curata da Donato Pavese -

LA STAGIONE concertistica 2026 dell’Accademia Ducale si caratterizza per un importante omaggio ad Aurora Sanseverino, di cui ricorre il trecentesimo anniversario della scomparsa. Una parte significativa della programmazione sarà, infatti, dedicata alla duchessa di Laurenzana, figura centrale della vita culturale del Regno di Napoli tra il Seicento ed il Settecento.

Tra gli appuntamenti più rilevanti spicca un concorso musicale articolato in tre giornate, in programma dal 24 al 26 luglio, pensato per celebrare il suo ruolo di mecenate e promotrice delle arti.

- Breve storia dell'Accademia Ducale -

La Fondazione Accademia Ducale - centro studi musicali si configura come un polo culturale innovativo dedicato alla produzione, alla diffusione ed allo studio della musica. Realtà attiva e dinamica, è riconosciuta dal Ministero della Cultura - Direzione generale spettacolo per il triennio 2025-2027 ed è sostenuta e patrocinata dalle principali istituzioni italiane del settore.

Nel corso degli anni, le collaborazioni con enti ed istituzioni, sia italiani che internazionali, hanno permesso all’Accademia Ducale di ampliare i propri orizzonti e di partecipare a numerosi progetti culturali di rilievo, a livello nazionale e internazionale.

La Fondazione ha sede in Basilicata, nei centri di Pietragalla e Acerenza, ed opera in diversi ambiti: dall’attività concertistica alla didattica, dalla musica sacra all’alta formazione, fino alla ricerca.

- Profilo di Aurora Sanseverino, duchessa di Laurenzana -

Aurora Sanseverino (nata a Saponara - l'odierna Grumento Nova - il 28 aprile 1669 – morta a Piedimonte Matese il 2 luglio 1726) fu una nobildonna, poetessa e mecenate tra le più influenti del suo tempo. Appartenente al prestigioso casato dei Sanseverino, nacque da Carlo Maria Sanseverino, principe di Bisignano, e da Maria Fardella, contessa di Paceco.

Ricevette fin da giovane un’educazione ampia e raffinata, dedicandosi allo studio del latino, della filosofia, della musica e delle arti figurative, ma fu soprattutto la poesia a distinguerla. La sua vita fu segnata da un primo matrimonio molto precoce, a soli undici anni, con Girolamo Acquaviva di Conversano, conclusosi rapidamente con la vedovanza.

Nel 1686 sposò Nicola Gaetani dell’Aquila d’Aragona, duca di Laurenzana e principe di Piedimonte, trasferendosi successivamente a Napoli, allora uno dei principali centri culturali europei. Qui diede vita a un vivace salotto letterario, frequentato da poeti, musicisti e artisti, affermandosi come una delle più importanti mecenati del Regno.

Accanto all’attività culturale, si distinse per il suo impegno civile e religioso: promosse la costruzione di edifici come il Conservatorio delle orfane di Piedimonte (1711), il Convento delle Grazie e la Chiesa dell’Immacolata Concezione dei Chierici Regolari Minori, contribuendo concretamente all’istruzione e all’assistenza delle comunità locali.

Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da gravi lutti familiari, tra cui la morte dei figli Cecilia e Pasquale. Cecilia, scomparsa nel 1710, era madre di Raimondo di Sangro, figura di spicco dell’illuminismo napoletano.

Aurora Sanseverino morì nel 1726 all’età di 57 anni, lasciando un’eredità culturale di grande rilievo. Ancora oggi è ricordata come una delle più significative protagoniste della vita intellettuale e artistica del suo tempo.